L’offerta dell’Atletico per Lautaro.


Al di là dei proclami un tanto al chilo sulla continuità e sul valore dell’Inter da tenere in alto, ci sono poi i fatti e i numeri, che dicono che l’Inter deve fare 100 milioni dal mercato .
E se questi soldi devono arrivare sì o sì, vuol dire che dovranno arrivare da chi ha mercato, perché gli incassi non puoi inventarteli, ma il grano te lo porta la domanda, non l’offerta.
Di Hakimi e il PSG già si sa: si sa che il PSG è arrivato a 60 milioni, che l’Inter lo valuta non meno di 80, che per ora non ci sono sviluppi, anche se pare la fine sia nota.
Ma si sa anche che l’Inter cerca Emerson Palmieri, terzino sinistro che però sa adattarsi anche sull’altra fascia, e forse c’è un nesso causa-effetto, per trovare un’alternativa prima di salutare Hakimi a un prezzo verosimilmente di 70 milioni + 10 milioni di bonus mediamente facili da raggiungere.
I nomi appetibili sul mercato si sanno, ma appunto devono arrivare le offerte e devono essere quelle giuste.
Il secondo nome c’è già, è quello che in assoluto porterebbe la maggiore plusvalenza, ed è anche quello per cui è arrivata la manifestazione d’interesse.
L’Atletico ha espresso il proprio interesse per Lautaro Martinez, che si andrebbe a unire alla colonia argentina guidata dal lider maximo Simeone, in un Atleti che ha possibilità di spendere.
Non siamo ancora allo stadio della offerta ufficiale, ma sappiate che il calciomercato non è come andare dall’ortolano: non c’è un cartellino con un prezzo affisso, dammi i soldi, compri e porti via.
Alle offerte ufficiali ci si arriva per gradi, imbastendo prima la trattativa, facendo un prezzo e trattando su quello: la maggior parte delle volte le offerte ufficiali si fanno solo quando c’è una ragionevole convinzione che siano accettate, altrimenti si manifesta solo la propria intenzione di offrire la tal cifra e si tasta la reazione della controparte, perché ad alti livelli non è mai gradevole vedersi rifiutati una proposta ufficiale. Non si tratta di Football Manager.
L’Atletico ha fatto capire di essere intenzionato a voler proporre 60 milioni di € per Lautaro come offerta base.
Adesso: il Borussia Dortmund sta trattando a 90 milioni la cessione di Sancho al Manchester United. Sancho ha 21 anni, due meno di Lautaro, ha fatto 2 stagioni strepitose, ma poi quest’anno ha deluso, e lotta per un posto da titolare nell’Inghilterra.
Lautaro è in crescendo senza sosta da quando è arrivato in Italia, è titolare fisso nell’Argentina dove ha spodestato una concorrenza in attacco che ha pochi pari nel mondo, e si è guadagnato l’endorsement direttamente di Messi per andare al Barcellona, trasferimento saltato solo per la endemica crisi economica del club catalano.

E non si venga a dire «Eh ma vale meno, c’è la crisi, si sono abbassati i prezzi». Sancho può essere venduto a 90 milioni, dunque evidentemente né in Germania né in Inghilterra la crisi ha intaccato i prezzi.

Forse qualcuno all’Inter vorrebbe di sì, prendendosi i pochi, maledetti e subito pur di tamponare le falle.

Possono fare sentire il loro sostegno, ma per davvero, sui social e sui blog, a Beppe Marotta: è lui il vero argine che sta tenendo insieme la società, l’uomo che ha deciso che non si svende ma si vende, che si incassa e non si raggranella, che si risponderà alle esigenze ma con risposte all’altezza.
Marotta è già stato l’uomo che ha fissato il prezzo di Hakimi a 80 milioni, quando qualcun altro l’avrebbe chiusa là così da potersi portare avanti col lavoro.
Marotta è lo stesso che su Lautaro non ci pensa proprio a prendere in considerazione 60 milioni, vedremo se riuscirà a resistere alle pressioni per tenere la valutazione sul centinaio di milioni, che non sarebbe un prezzo alto, ma il prezzo suo.
Nemmeno Marotta è felice della situazione ovviamente, e non ci sta a vedere il giocattolo smontato. Si rende conto della situazione e allora prova a fare la cosa migliore, o la meno sbagliata possibile.
Marotta è la differenza: per altri, si sarebbe incassato con le offerte. Per Marotta, si incassa con l’offerta giusta.

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Ferrero cosa combina?

Ferrero continua il suo shopping internazionale nel Regno Unito e mette a segno un’altra importante operazione: l’acquisizione della Burton’s Biscuit Company, società proprietaria di alcuni tra i brand più amati del mercato i biscotti britannico, tra cui Maryland Cookies, Jammie Dodgers, Wagon Wheels, Paterson’s e Thomas Fudge’s. E che può fare affidamento su circa duemila persone e su un fatturato di oltre 275 milioni di sterline negli ultimi 12 mesi.

Avviata attraverso la sua holding belga, la Cht, l’operazione permetterà a Ferrero di rilevare tutti e sei gli stabilimenti di produzione di Burton’s presenti nel Regno Unito, con sedi a Blackpool, Dorset, Edimburgo, Livingston, Llantarnam e sull’Isola di Arran, e di aumentare l’offerta di prodotti nel mercato dei biscotti, a seguito anche delle precedenti acquisizioni di Delacre, Kelsen Group e Fox’s.

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